Sogni d'Oro
Sogni
Cosa sono i sogni
I sogni sono racconti simbolici che rielaborano emozioni, memorie e intuizioni, guidandoci verso una maggiore comprensione di noi stessi.
Sui sogni
Cosa sono i sogni

I sogni sono storie che la mente crea mentre dormiamo. Danno forma a ciò che già sappiamo a un livello inconscio: emozioni, ricordi, desideri, paure, intuizioni, utilizzando un linguaggio simbolico.

 

Si potrebbe obiettare che tutto sia già conscio, come fanno alcune persone che mi scrivono: “I sogni sono gli scarti della psiche: tutto ciò che c’è da sapere è già cosciente”. Ebbene no, molta dell’attività psichica non è cosciente, come hanno sostenuto migliaia di psicologi, psicoanalisti e psicoterapeuti a partire dai famosissimi Sigmund Freud e Carl Jung.

 

E oggi abbiamo anche conferme dalla ricerca neuroscientifica, che hanno sottolineato come gran parte dell’attività mentale giaccia sotto il livello della coscienza.

 

Solo alcuni esempi: il lavoro di Benjamin Libet (1916–2007), neurofisiologo californiano e pioniere della neurofisiologia della coscienza, che negli anni ’80 dimostrò che il cervello inizia a preparare un’azione (con un segnale chiamato potenziale di preparazione) circa 300-500 millisecondi prima che la persona diventi cosciente della decisione di agire. In base ai suoi studi, Libet ha sostenuto che il 99% dell’attività del sistema nervoso avviene in modo inconscio.

 

Lo psicologo statunitense Timothy Wilson (link in inglese) nel 2002 ha stimato che la mente conscia possa elaborare 40-50 bit al secondo, mentre l’inconscio ne elabora circa 11 milioni.

 

Antonio Damasio, importante neuroscienziato portoghese trasferitosi poi negli USA, autore de “L’errore di Cartesio” (1994), ha affermato che sono le emozioni inconsce a influenzare le nostre decisioni, mostrando che la coscienza razionale non è sufficiente per prendere decisioni complesse.

 

I sogni rappresentano un’analogia, un’allegoria di tali emozioni inconsce, con un caveat: tali emozioni vengono messe in scena nei sogni mediante simboli e metafore. È un po’ come dire che i sogni utilizzano un linguaggio poetico, fatto di similitudini e metafore, mentre la nostra coscienza razionale usa il linguaggio della prosa, lineare e consequenziale.

 

Stabilito questo, se si comprende che occorre imparare a cogliere il linguaggio particolare dei sogni, si comprende anche il potenziale che essi hanno: diventare uno strumento di autoconoscenza che permetta al sognatore, che si accinga a interpretare i propri sogni, di accedere in modo diretto ai contenuti che si agitano, invisibili, nella sua psiche.

 

I sogni utilizzano un linguaggio simbolico che è proprio e specifico del sognatore, perché ciascuno ha il proprio modo di cogliere la realtà, di parlare, di fare parallelismi e confronti. Diviene perciò inutile utilizzare un metodo meccanico di interpretazione dei sogni: non si può copiare nell'arte dell'interpretazione dei sogni. Occorre imparare a fare da sé.

 

Perché ogni sogno è unico, come unico è chi lo sogna.

 

 

A cosa servono

In brevissimo i sogni svolgono due funzioni principali:

  • Regolare le emozioni e consolidare apprendimenti e memorie. Cosiddetta “funzione riequilibratrice” del sogno.
  • Offrire nuove prospettive su problemi e decisioni, favorendo l’integrazione interiore, cioè l’unità tra ciò che sentiamo e ciò che facciamo. Cosiddetta “funzione evolutiva” del sogno.

Dentro di noi esiste una sorgente saggia e profonda, che amo chiamare Vero Sé, che sostiene la nostra crescita psicologica e il nostro benessere.

 

Chiunque si dedichi con costanza a imparare e a praticare l’arte dell’interpretazione dei sogni finisce per rimanere stupito dalla saggezza della propria interiorità. E anche dal garbo con cui questa parte si esprime: non impone mai comandi rigidi — “devi”, “non devi” — ma offre orientamenti che nascono da una più profonda comprensione di sé.

 

E, talvolta, sorprende anche per il suo sottile senso dell’umorismo.

 

 

Qualche informazione tecnica (in breve)
  • Cicli di sonno: in media 4–6 cicli per notte, ciascuno di 90–110 minuti. Le fasi REM (Rapid Eye Movement) aumentano di durata verso il mattino. Durante la notte attraversiamo più cicli di sonno. Nella fase REM i sogni sono spesso vividi e narrativi, ma anche nelle fasi non-REM possono emergere immagini e intuizioni, sebbene più raramente ce ne ricordiamo.
  • Fasi: N1–N2–N3 (non-REM) e REM. Si sogna in tutte le fasi, ma i sogni REM sono di solito più vividi e “narrativi”; quelli non-REM più brevi e concettuali.
  • Ricordo dei sogni: è più probabile se ci si sveglia durante o subito dopo una fase REM. Aiutano anche: la motivazione del sognatore a ricordarli, l’astinenza da sostanze psicotrope (come l’alcol e il THC), risvegli delicati e una condizione generale di riposo fisico e mentale.

 

Tipi di sogni (in breve, molto breve)
Esistono sogni ordinari che rielaborano la giornata, ricorrenti che segnalano temi aperti, incubi che portano in primo piano emozioni intense, e sogni lucidi in cui ci si accorge di stare sognando. Alcuni riportano parole o frasi (“sogni di parola”), altri hanno un tono numinoso/transpersonale che lascia un’impressione profonda. Talvolta compaiono vissuti come paralisi nel sonno o sensazioni di “uscita dal corpo” legate al confine sonno-veglia. C’è chi percepisce sogni profetici, che vanno sempre accolti con attenzione e spirito critico.

 

 

Le domande che i sogni pongono

Molti sogni ritornano perché toccano snodi decisivi della vita: “Faccio bene a cambiare lavoro?”, “È la persona giusta per me?”, “Possiamo davvero creare una famiglia?”, “Qual è il mio vero talento?”.
I sogni non sono quiz da risolvere una volta per tutte, con una risposta univoca: ci orientano verso risposte aperte che ci aiutano a entrare in contatto con la nostra autenticità e ci guidano nelle scelte anche di lungo periodo.

 

 

Non c’è sogno senza sognatore

Il sogno non esiste senza chi lo sogna. Attraverso le immagini notturne esprimiamo la nostra psicologia individuale: ciò che ci muove, ciò di cui abbiamo bisogno, ciò in cui crediamo davvero. Non si tratta di cercare “la soluzione”, la “svolta” o “la persona” che ci aggiusta: in profondità siamo integri — solo poco esplorati. Si tratta dunque di divenire più coscientemente integri.

 

Lavorare sui sogni significa diventare i primi interpreti di noi stessi, per poi trasformare la comprensione di sé in scelte di vita.

 

 

Dalla notte al giorno

A volte la vita diurna pare un susseguirsi casuale di fatti che ci allontanano da nostri desideri e progetti. Portando consapevolezza ai sogni — e ai simboli che veicolano — possiamo farli scendere nella realtà: possiamo, in altre parole, operare il passaggio dall'"avere un sogno" al “realizzare un sogno”.

 

 

Dal passato a oggi

Mesopotamia, antico Egitto, Grecia antica, Cina, tradizione islamica, Tibet, popoli nativi nordamericani e tante altre culture hanno attribuito grande valore alla sfera onirica, considerandola una dimensione fondamentale dell’esistenza e una via di conoscenza, guarigione e orientamento.


Dalle tavolette e papiri dei sogni all’incubazione nei templi di Asclepio, dallo Zhougong cinese al taʿbīr al-ruʾyā islamico, fino allo yoga del sogno (milam) tibetano e alle pratiche comunitarie dei popoli nativi, il sogno è stato coltivato come linguaggio affidabile dell’interiorità.

 

In Occidente, dopo un lungo periodo di marginalità, l’attenzione per i sogni è riemersa con Sigmund Freud: la sua Interpretazione dei sogni (1899) ha riaperto un dibattito che ha reso il tema sempre più ammissibile nella comunità scientifica e nella pratica psicologica.


Oggi le ricerche spaziano dalla clinica alla neuroscienza. Nonostante i progressi, c’è ancora molto lavoro da fare per restituire ai sogni la giusta importanza nella cultura contemporanea.

 

 

L’obiettivo di questo sito è quello di rendere i sogni uno strumento di indagine interiore alla portata di tutti.