
Sognare un esame, un compito in classe, un’interrogazione o una prova orale è molto comune: capita agli studenti nelle fasi di verifica, ma ritorna spesso anche da adulti.
In genere mette in scena in forma onirica importanti temi psicologici del sognatore, quali il giudizio di sé, la performance, gli standard personali e il controllo.
Anche se nel sogno sembra che sia un’autorità esterna a valutare, dal momento che ogni elemento del sogno rappresenta una parte della psiche del sognatore, i criteri dell’esame li sta fissando la persona stessa. Il sogno parla allora delle aspettative forse troppo alte, del perfezionismo e del grande desiderio di riconoscimento di chi sogna.
Quando si teme di non essere all’altezza, il sogno inscena l’ansia da prova, con mille e una difficoltà che rendono l’esame ancora più temibile: si arriva in ritardo, non si trova l’aula, la penna non scrive, la voce non esce, eccetera.
Il messaggio del sogno proveniente dal Vero Sé può ricordare che il vero criterio di riuscita non è solo la competenza, ma quanto la vita nutra e faccia sentire realizzato il sognatore.
Se si è uno studente, il sogno può mettere in scena, oltre all’ansia da prestazione, reali situazioni di vita quotidiana e scolastica, dove si sono accumulate tensioni emotive. Possono allora comparire nel sogno esami, interrogazioni o prove di matematica, storia, latino, italiano, in base alle specifiche difficoltà dello studente. Il sogno, in questi casi, svolge la funzione di scaricare la tensione emotiva accumulata durante la veglia (cosiddetta “funzione riequilibratrice” del sogno): al di là di offrire un messaggio proveniente dal Vero Sé, il sogno serve anche ad alleggerire il senso di preoccupazione e a preparare emotivamente lo studente alle reali prove scolastiche.
A chi non è più uno studente, questo sogno può presentarsi quando ci si sente sotto esame sul lavoro o nelle relazioni, quando si teme di deludere qualcuno, o si sta attraversando fasi di vita di cambiamento, che impongono nuove responsabilità e richiedono nuove competenze. Ma questo sogno può avere anche un lato consolatorio: può ricordare al sognatore che in passato, nonostante la paura, ce l’ha fatta. E talvolta il sogno è anche accompagnato da una sfumatura di nostalgia per gli anni di scuola.
I sogni d’esame indicano al sognatore non più studente che sta attraversano un periodo di autovalutazione e che più che interrogarsi all’infinito su quanto si vale, sia più utile chiedersi che cosa renda davvero felici. In questo senso, accogliere i propri talenti e la propria vocazione — non solo giudicarli — è il “vero test”.
È importante essere riconosciuti dagli altri, ancora più importante è però riconoscere sé stessi.
Freud collegava i sogni d’esame all’angoscia da giudizio e al conflitto tra desideri e istanze morali (Super-Io), includendoli tra i “sogni tipici”. Jung li considerava spesso prove iniziatiche simboliche: confronti con la Persona (immagine sociale) e tappe del processo di individuazione.

Come spiego nel libro Sogni d’Oro, prima prova a interpretarli con il tuo intuito personale e poi, solo in un secondo momento, usa gli approfondimenti qui proposti per ampliare la tua comprensione, senza però scambiarli per ricette preconfezionate.