
I sogni che riguardano il bagno e la toilette sono molto frequenti. Spesso mettono in scena la ricerca urgente di un bagno che non si trova, oppure una volta raggiunto, questo è occupato, sporco, troppo piccolo, senza porte o con le pareti trasparenti. Letteralmente, un incubo!
In questo tipo di sogni, il luogo che nella veglia è uno spazio intimo e di rilassamento diventa un palcoscenico di vergogna, imbarazzo, paura di essere visti.
Il tema centrale riguarda l’espressione dei bisogni: cercare un bagno equivale a riconoscere un bisogno psicologico e a cercare un modo accettabile per esprimerlo. Talvolta il bisogno psicologico corrisponde alla necessità di lasciare andare tensioni o inibizioni. Vissuti che, trattenuti troppo a lungo, creano disagio. Spesso si ha bisogno di lasciare andare un senso di colpa o di vergogna rispetto a un qualche aspetto di sé, che invece ha bisogno di essere valorizzato.
D’altra parte, l’acqua, l’elemento centrale di un bagno, può facilmente rimandare al tema della pulizia e della rigenerazione psichica.
Nota: talvolta il sogno è semplicemente innescato da uno stimolo fisiologico (ad esempio la vescica piena). Si tratta, in questi casi, di un “sogno fisico” e non veicola particolari messaggi psicologici evolutivi.
Già nell’antichità le funzioni corporee trovavano spazio nell’interpretazione dei sogni. Nel II secolo d.C. Artemidoro di Daldi, autore dell’Oneirocritica, il più ampio trattato sui sogni giunto fino a noi dal mondo greco-romano, prendeva in considerazione anche i sogni riguardanti l’urinare e altre funzioni del corpo. La loro interpretazione non era però fissa: Artemidoro insisteva sulla necessità di considerare la condizione concreta del sognatore e le circostanze del sogno, anticipando l'idea da me condivisa che uno stesso sogno possa assumere significati differenti per persone diverse.
Nell’Interpretazione dei sogni Freud racconta un proprio sogno ambientato in una toilette sporca di escrementi, che egli ripulisce con un lungo getto d’urina. Nell’analisi personale, la scena assume per lui significati di potenza, grandezza e capacità di “fare pulizia”: si identifica con Ercole che, in una delle dodici fatiche impostegli, ripulisce le stalle di Augia, colme di letame, deviando attraverso di esse il corso di due fiumi. Freud collega il sogno alla propria ambizione scientifica e alla convinzione di aver contribuito a comprendere le origini infantili delle nevrosi.
Jung, invece, associa le immagini di acqua, lavaggio e purificazione alla trasformazione e al rinnovamento della psiche. Nella tradizione simbolica studiata da Jung e dai suoi collaboratori, immergersi nell’acqua, lavarsi o attraversarla può rappresentare il passaggio da una condizione interiore a un’altra, fino alle immagini di rinascita e rinnovamento.

Come spiego nel libro Sogni d’Oro, prima prova a interpretarli con il tuo intuito personale e poi, solo in un secondo momento, usa gli approfondimenti qui proposti per ampliare la tua comprensione, senza però scambiarli per ricette preconfezionate.