
Le scale sono un elemento molto comune nei sogni: a tutti, prima o poi, è capitato di sognarle.
Possono apparire come scale infinite, scalinate monumentali, oppure strette, vecchie e pericolanti. Possono appartenere a una casa, a un palazzo, ad una scuola o al posto di lavoro.
A livello simbolico, le scale rappresentano il passaggio tra due livelli: dell’esistenza, della coscienza, della realizzazione personale. Il loro significato onirico è spesso legato al concetto di crescita graduale, fatta di piccoli passi, ma anche di regressione o di momenti di crisi.
Salire le scale simboleggia di solito il progresso e l’ascesa. Scenderle, invece, rimanda a un ritorno nell’inconscio o a fasi di regressione emotiva. Talvolta il sogno riflette il processo di apprendimento lento e faticoso che ognuno di noi attraversa nella vita: “un passo alla volta”.
Già nell’antichità Artemidoro di Daldi, nella sua Interpretazione dei sogni, associava la scala a pioli al viaggio e al cambiamento di luogo, mentre i gradini potevano rappresentare un progressivo avanzamento.
Con Sigmund Freud, il significato cambia radicalmente. Nell’Interpretazione dei sogni Freud considera scale, scalinate e il movimento ritmico del salire e scendere possibili simboli dell’atto sessuale. In un caso collega inoltre la rapida discesa lungo una scala al ricordo infantile di scivolare sulla ringhiera, esperienza che il sognatore associava all’eccitazione sessuale.
Molto diversa e, a mio avviso, più interessante è la prospettiva di Carl Gustav Jung. Nel celebre sogno della casa del 1909, Jung scende attraverso diverse scale verso piani sempre più antichi: dal piano abitato passa a un ambiente medievale, poi a un sotterraneo di epoca romana e infine a una cavità preistorica. Jung interpretò la casa come una rappresentazione della propria psiche: scendere significava avvicinarsi a livelli sempre più profondi e antichi dell’inconscio. Quel sogno contribuì alla formazione della sua idea di inconscio collettivo, cioè dello strato più profondo della psiche che, secondo Jung, contiene immagini e strutture comuni all’umanità.
Anche lo psicoanalista austriaco Herbert Silberer (link in inglese) attribuì alle immagini di salita e discesa un significato psicologico: potevano rappresentare il passaggio da uno stato della coscienza a un altro, soprattutto nelle immagini che compaiono tra veglia e sonno.
Infine, il filosofo russo Pëtr D. Ouspensky (link in inglese) osservò che la scala porta con sé l’esperienza di muoversi verso qualcosa che ancora non possiamo vedere: salendo, sappiamo che esiste un piano superiore, ma non sappiamo ancora che cosa troveremo. Nei sogni la scala può quindi esprimere anche l’attesa e il passaggio verso una condizione ancora sconosciuta.

Come spiego nel libro Sogni d’Oro, prima prova a interpretarli con il tuo intuito personale e poi, solo in un secondo momento, usa gli approfondimenti qui proposti per ampliare la tua comprensione, senza però scambiarli per ricette preconfezionate.