
I sogni di insetti hanno la caratteristica di metterci in allarme anche quando, in apparenza, non succede nulla di enorme. Basta un ronzio in una stanza buia, una zampa sul braccio, una fila di formiche sul pavimento, e il sogno assume un’atmosfera inquietante, a volte molto inquietante...
Anche nella vita quotidiana moltissime persone associano gli insetti a disgusto, avversione, contaminazione, invasione o fastidio persistente, e questa reazione emotiva rende l’insetto un simbolo piuttosto chiaro anche in ambito onirico. Quando compare nel sonno, diventa spesso la forma visiva di qualcosa che ci disturba, ci consuma lentamente o ci costringe a prestare attenzione.
Sul piano simbolico, però, l’insetto può assumere sia significati negativi sia positivi. Più spesso ricorrono i temi negativi, quali: piccoli problemi che si accumulano, pensieri invadenti, ansia che lavora sotto traccia, irritazioni minimizzate troppo a lungo, sensazione di avere qualcosa o qualcuno addosso, perdita di controllo, stanchezza mentale o emotiva. Se il sogno è carico di disgusto, si tende a leggerlo come una spia di ciò che, nella vita reale, è diventato difficile da tollerare.
Più raramente questo tipo di sogni può assumere toni più neutri o persino positivi: l’insetto può smettere di essere solo un fastidio e diventare una figura di ordine, precisione, lavoro, adattamento o cambiamento.
L’insetto onirico, dunque, non è soltanto simbolo di problemi. Talvolta è il simbolo di trasformazione, di vitalità o di forza di volontà. Si pensi al bruco che diventa farfalla, all’alveare come immagine di organizzazione e cooperazione, allo scarabeo come figura di resistenza e rinascita, alla libellula come emblema di mutamento e leggerezza. In altre parole, sognare insetti non indica automaticamente qualcosa di brutto. Può indicare qualcosa di scomodo, questo sì, ma anche qualcosa di vivo che si sta muovendo dentro di noi.
Chi segue questo sito lo sa bene: l’interpretazione di un sogno non è mai una procedura meccanica e, di conseguenza, l’insetto del sogno non acquisisce un significato solo in base alla sua tipologia, del tipo: “la formica indica laboriosità”. Piuttosto l’interpretazione si fonda sul rapporto con quell’insetto. Ti ripugna, ti perseguita, ti incuriosisce, ti guida, ti lascia immobile, oppure lo osservi con calma?
Sognare un insetto, se colto nel suo messaggio simbolico, diventa un’importante fonte di autoconoscenza, ma solamente se lo si interpreta e ci si chiede: “Cosa mi sta ronzando dentro?”. Un singolo insetto può far pensare a un pensiero preciso, a una persona irritante, a una preoccupazione ben localizzata. Uno sciame, invece, tende a spostare il significato verso il sovraccarico, la dispersione, la sensazione di essere assediati da troppe richieste o da troppe paure contemporaneamente. Un insetto che entra in casa può toccare il tema dei confini personali, mentre uno che esce dal corpo può far pensare a qualcosa che è rimasto represso e che ora cerca una via d’uscita simbolica.
Esiste anche una dimensione collettiva. La psicologa e ricercatrice americana Deirdre Barrett ha osservato, durante la pandemia, un forte aumento di sogni con sciami, scarafaggi, vermi e insetti aggressivi usati dal cervello come metafore visive del contagio e della minaccia invisibile. È un esempio molto utile perché mostra bene come la mente onirica scelga immagini piccole, numerose e disturbanti quando deve dare forma all’ansia diffusa. In questo senso, l’insetto è perfetto. È minuscolo, mobile, difficile da controllare, e proprio per questo diventa una figura ideale del timore che si infiltra ovunque.
Il simbolismo onirico degli insetti ha radici molto antiche. Nell’antico Egitto lo scarabeo era collegato a Khepri e al sole che rinasce, quindi a rigenerazione, protezione e rinascita. In Cina la cicala, anche in ambito funerario e ornamentale, fu associata a rinnovamento e immortalità. In alcune tradizioni delle Pianure nordamericane, la farfalla compare invece come creatura legata al sonno e ai sogni, quasi come una mediatrice tra il mondo interiore e quello invisibile. Non stupisce allora che, in molte culture, gli insetti onirici oscillino tra due poli opposti e complementari, impurità e metamorfosi, disturbo e messaggio.
Tra gli autori che hanno trattato il tema in modo esplicito, merita il primo posto Artemidoro di Daldi, autore della Oneirocritica nel II secolo. Nella sua opera gli insetti non hanno un valore fisso (un po’ come stiamo dicendo in questa sede). Cambiano senso in base al mestiere, alla condizione sociale e alla scena del sogno. Le api, per esempio, possono indicare lavoro e utilità. Vespe e calabroni evocano inimicizia o aggressione. Le formiche possono diventare un segno ambivalente, legato alla laboriosità ma anche alla morte se invadono il corpo. È una lezione ancora validissima, cioè il simbolo conta, ma conta di più il contesto.
Con Sigmund Freud l’insetto entra in pieno nel territorio psicoanalitico. Freud discute un sogno con i maggiolini di giugno e collega il materiale onirico a un nodo di crudeltà, sessualità rimossa, disgusto e spostamento simbolico. L’insetto, in questo quadro, non è importante perché è un insetto, ma perché consente al desiderio rimosso di travestirsi e passare inosservato.
Più tardi, Carl Gustav Jung renderà celebre il caso dello scarabeo d’oro sognato da una paziente: mentre questa raccontava il sogno in seduta, un coleottero simile batté alla finestra dello studio. Jung aprì la finestra, fece entrare il coleottero e lo porse alla paziente. Per Jung quell’immagine non fu solo una coincidenza suggestiva, ma una “sincronicità” ossia una coincidenza significativa tra un evento psichico e un evento esterno senza un effettivo nesso causale. Questo potente simbolo di morte e rinascita fu capace di incrinare la razionalità troppo rigida della paziente, dando il via ad un lavoro psicoterapeutico più efficace.

Come spiego nel libro Sogni d’Oro, prima prova a interpretarli con il tuo intuito personale e poi, solo in un secondo momento, usa gli approfondimenti qui proposti per ampliare la tua comprensione, senza però scambiarli per ricette preconfezionate.